Dopo tante parole di cordoglio, i braccianti continuano a morire nel sud pontino. Non è cambiato nulla: l’ultima tragedia è avvenuta sull’asfalto, travolto da un’auto mentre andava al lavoro nei campi.
Il caporalato e il lavoro nero sono una piaga che umilia la dignità delle persone e alimenta un sistema di sfruttamento intollerabile. È urgente istituire una commissione di inchiesta regionale per analizzare il fenomeno, individuare i responsabili e proporre provvedimenti concreti in tempi certi.
La legge regionale contro il caporalato, proposta da Alessio D’Amato, giace nei cassetti della Pisana, insieme alla legge “Lazio Strade Sicure”, mentre le tragedie si susseguono. Serve una risposta forte: più controlli, più sicurezza, più diritti per i lavoratori.
Basta morti innocenti: è il momento di agire.
