Azione Roma

Ostia. Area roulotte sul lungomare non è una risposta alle persone fragili

Sul litorale di Ostia si apre un confronto che riguarda non solo un’area di sosta, ma il modo in cui si affronta l’emergenza abitativa. La proposta del Municipio X di collocare sul Lungomare Amerigo Vespucci una decina di roulotte destinate a nuclei fragili, presentata come soluzione “temporanea”, sta sollevando interrogativi sul metodo e sulla visione.

Secondo quanto emerso, l’intervento – condiviso con il Campidoglio – prevederebbe uno spazio per camper e roulotte in un tratto delicato del lungomare, già interessato da progetti di riqualificazione urbana come il Parco del Mare di Ostia. Un’area strategica per il futuro del litorale.

Le perplessità non arrivano solo dai residenti. Il rischio, infatti, è quello di creare un’area recintata senza veri percorsi di inclusione, trasformando una soluzione annunciata come temporanea in un contenitore stabile di nuove fragilità.

“Siamo molto preoccupati per la soluzione che avrebbe trovato il Municipio X sulla presenza di camper e roulotte di persone senza dimora che da anni, come segnaliamo, stazionano sul lungomare di Ostia”, affermano Flavia De Gregorio e Antonio De Santis.

Siamo stati tra i proponenti di un’area camper turistica insieme al nostro consigliere in Municipio Andrea Bozzi, ma ben altra cosa è sentire che si vogliono posizionare una decina di nuclei fragili, tra cui una mamma con un bambino, in un recinto sul più decentrato Lungomare Amerigo Vespucci, con le loro roulotte di fortuna, insieme a un parcheggio per auto. Non ci risulta esistano precedenti di una tale area sociale fatta di roulotte, come viene definita”, continuano.

“Questa non è una risposta possibile all’emergenza abitativa, ma semplicemente un modo di spostare e rinviare il problema”, concludono, chiedendo al PD romano di scongiurare l’ipotesi prima della votazione prevista nel prossimo Consiglio municipale.

Per Azione il tema dell’abitare richiede politiche strutturali, presa in carico sociale e soluzioni dignitose. Spostare il problema non significa risolverlo. Ostia merita una visione chiara, che tenga insieme inclusione, decoro e sviluppo del territorio.

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