Azione Roma

Su auto elettriche e ibride meglio fermarsi, confronto vero sulla mobilità

Sulle nuove misure che riguardano auto elettriche e ibride, Azione chiede uno stop e un confronto vero con la città. Il segretario romano di Azione, Alessio D’Amato, ha invitato la Giunta capitolina a fermarsi prima di modificare regole e agevolazioni su cui migliaia di famiglie hanno fatto affidamento.

“Auspico che la Giunta capitolina, come richiesto dai nostri consiglieri comunali, si fermi e apra un confronto con la città su provvedimenti che coinvolgono migliaia di famiglie che hanno scelto di investire sulle auto elettriche ed ibride anche valutando le agevolazioni per i parcheggi sulle strisce blu che si propone di annullare. Chi ha acquistato un’auto ibrida o elettrica lo ha fatto spesso sostenendo un investimento significativo per il proprio nucleo familiare, contando su regole e incentivi che ora rischiano di essere modificati in corsa. Mettere oggi in discussione queste agevolazioni rappresenta una vera e propria doccia fredda per tante famiglie e un impatto economico non trascurabile. Scelte di questo genere meritano una riflessione approfondita, seria e partecipata”, dichiara D’Amato.

Per Azione il punto è chiaro: non si possono cambiare le condizioni a partita iniziata, scaricando sui cittadini il peso di scelte improvvise che incidono su bilanci familiari già sotto pressione.

Sulla stessa linea intervengono i consiglieri capitolini di Azione, Flavia De Gregorio e Antonio De Santis, che parlano di “paradosso politico ed errore strategico” rispetto all’ipotesi di introdurre un canone annuale per l’accesso alla ZTL delle auto elettriche.

“Introdurre un canone annuale per l’accesso alla ZTL delle auto elettriche è una scelta miope, ingiusta e profondamente contraddittoria rispetto agli obiettivi di sostenibilità che Roma dovrebbe perseguire. Si trasforma in un privilegio a pagamento ciò che finora aveva rappresentato un incentivo alla mobilità pulita. Le auto elettriche, fondamentali per la riduzione dell’inquinamento e oggetto di investimenti significativi da parte di molti cittadini, si vedrebbero penalizzate secondo una logica meramente fiscale e punitiva, non certo a vantaggio della tutela ambientale”.

Secondo De Gregorio e De Santis, colpire proprio chi ha scelto la mobilità a zero emissioni significa inviare un messaggio sbagliato alla città: mentre in Europa si rafforzano gli incentivi alla transizione ecologica, Roma rischia di andare in direzione opposta.

Per Azione serve un passo indietro immediato dell’amministrazione e l’apertura di un confronto strutturato con cittadini, categorie produttive e realtà territoriali. La mobilità sostenibile non può diventare una stangata mascherata, ma deve restare un percorso condiviso, fondato su coerenza, gradualità e certezza delle regole.

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