Basta deserti di servizi: estendere il Car Sharing Roma alle periferie significa garantire equità territoriale, ridurre traffico ed emissioni, favorire la mobilità sostenibile e intermodale della Capitale.
Il car sharing a Roma è un servizio ancora troppo limitato e squilibrato. Il servizio comunale “Car Sharing Roma”, gestito da Roma Servizi per la Mobilità, conta appena 201 auto, con oltre la metà degli stalli concentrati tra centro storico e semicentro, mentre interi quartieri di periferia restano completamente esclusi. Nel Municipio V ci sono appena tre postazioni, nel VI il servizio non esiste e in altri Municipi la copertura resta assolutamente parziale.
Per questo, come Gruppo di Azione in Campidoglio con i consiglieri capitolini, Flavia De Gregorio e Antonio De Santis, abbiamo presentato una mozione per chiedere al Sindaco e alla Giunta un Piano di espansione del Car Sharing Roma. Servono più auto – puntando anche sull’elettrico – e nuovi stalli distribuiti in maniera equa in tutti i 15 Municipi.
La priorità è colmare i “deserti di servizi” nelle periferie: quartieri interi oggi restano esclusi da un servizio pubblico che dovrebbe garantire pari opportunità di mobilità sostenibile. Gli stalli vanno collocati nei nodi strategici: lungo la linea metro C, nei pressi delle stazioni ferroviarie, delle università, degli ospedali e dei capolinea bus, per rendere davvero possibile l’intermodalità.
In una città dove ancora il 64,7% degli spostamenti avviene con il mezzo privato, il car sharing è uno strumento indispensabile. Ogni veicolo condiviso può sostituire da 10 a 16 auto private, liberando spazi preziosi in una Capitale congestionata dal traffico e dove trovare parcheggio è sempre più difficile.
«Se si vuole davvero investire nelle periferie, bisogna colmare il gap dei deserti di servizi che ancora oggi penalizza interi quartieri» dichiarano i consiglieri capitolini di Azione, Flavia De Gregorio e Antonio De Santis.
Il car sharing deve diventare un pilastro di equità territoriale, sostenibilità e riduzione del traffico. Roma non può più permettersi periferie dimenticate: Roma è tutta Roma.
