Auspichiamo che il Parlamento intervenga sui tagli di Salvini al prolungamento della Metro C, che rischiano di essere deleteri per lo sviluppo della città e per il diritto alla mobilità delle periferie
L’apertura delle stazioni-museo Colosseo-Fori Imperiali e Porta Metronia rappresenta un passaggio storico per Roma e per il futuro della mobilità sostenibile nella Capitale. Un traguardo che dimostra come sia possibile coniugare infrastrutture moderne, tutela di un patrimonio storico unico e qualità dello spazio urbano, ponendo Roma come esempio di modernità nel mondo.
“Oggi la nostra città festeggia un risultato fondamentale: non solo un’opera infrastrutturale, ma un investimento strategico per il futuro di Roma”, dichiarano in una nota Alessio D’Amato, consigliere regionale e segretario romano di Azione, Flavia De Gregorio, capogruppo di Azione in Campidoglio, e Antonio De Santis, consigliere capitolino di Azione. “La Metro C migliorerà in modo significativo il collegamento tra il centro storico e Roma Est, contribuendo a ridurre il traffico su gomma, l’inquinamento e a rendere la città più vivibile”.
Le nuove stazioni-museo rappresentano una visione urbana avanzata: non solo trasporto pubblico, ma luoghi di cultura accessibili, in cui l’innovazione infrastrutturale dialoga con la valorizzazione della storia. In un momento storico in cui molte grandi città faticano a tenere insieme sviluppo e conservazione, Roma dimostra che modernità e tutela storica non sono in contraddizione, ma possono rafforzarsi a vicenda.
Questo risultato è frutto del lavoro portato avanti dall’amministrazione Gualtieri, che ha saputo sbloccare e valorizzare un’infrastruttura strategica per la Capitale. Un segnale concreto di come Roma possa guardare avanti, investendo su mobilità sostenibile, trasporti pubblici efficienti e infrastrutture all’altezza delle grandi capitali europee.
Resta ora fondamentale garantire continuità a questo percorso: “Auspichiamo che il Parlamento intervenga sui tagli di Salvini al prolungamento della Metro C, che rischiano di essere deleteri per lo sviluppo della città e per il diritto alla mobilità delle periferie”, concludono i rappresentanti di Azione.
